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DISABILITA' E ISTRUZIONE


La scuola campana vive di riflesso tutte le criticità del sistema d'istruzione nazionale amplificato da una mancanza assoluta di servizi che sono la falla più grave della nostra città. La disabilità è un dramma italiano perché in questo paese non vige alcun tipo di rispetto nei confronti di qualsiasi forma di diversità. Ma ciò che difatti è uno scempio nazionale , nella nostra città è uno buco nero. Volendo concentrare il dramma disabilità al mondo scuola mi sovviene pensare che se non si costruisce una rete di fiducia e speranza che accoglie i bambini e gli adolescenti come si potrà pensare a costruire un paese giusto per tutti? Se non si parte dalla fascia più debole per rafforzarla, facendo leva sulle risorse e non sulle deficienze che le persone diversamente abili possiedono come potremo costruire un futuro degno di questo nome? dove ognuno sentirà realmente di valere uno?


Elencherò tutte le deficienze del sistema d'istruzione napoletano che potrete liberamente aggiornare rispetto alle vostre esperienze, potendo partire da queste criticità per realizzare un piano di miglioramento:




  • presenza inadeguata o assente di barriere architettoniche all'interno degli istituti scolastici



  • presenza inadeguata o assente di sussidi didattici, adatti al miglioramento e potenziamento dell'offerta formativa dei diversamente abili



  • presenza inadeguata o assente di spazi tali da poter realizzare una fattiva integrazione di alunni diversamente abili



  • presenza inadeguata o assente di spazi idonei a garantire privacy e confort agli alunni che necessitano di assistentato materiale(mancanza di fasciatoi a norma, lettini medici, acqua calda etc…..)



  • Personale scolastico non formato adeguatamente a soddisfare le reali esigenze degli alunni in mancanza di operatori OSA



  • Operatori OSA inesperti e poco inclini al mestiere per cui sono pagati



  • Mancanza di rispetto assoluto per le esigenze di minori che hanno bisogno di cure e attenzioni assolute da parte del MIUR che attribuisce un organico insufficiente a soddisfare le esigenze rilevate.



  • Assenza totale di sostegno alle famiglie. La scuola dovrebbe farsi carico, attraverso la realizzazione di sportelli sociali siti all'interno di ciascun istituzione scolastica , di supporto psicologico ai genitori, lasciati soli ad affrontare un problema che è più grande di loro. La presenza di un degno supporto psicologico aiuterebbe alunni, famiglie e docenti ad interagire insieme per ricercare una strategia comune per un ipotesi di miglioramento e di valorizzazione delle diversità , di qualsiasi natura esse siano, realizzando a tutti gli effetti una “ COMUNITA' EDUCATIVA DI APPRENDIMENTO “.



  • Assenza totale di continuità didattica-educativa, costringendo alunni e famiglie, già fragili, a sottoporsi a svariati metodi educativi come cavie.



  • Inadeguatezza di progetti rivolti agli alunni affetti da DSA e scarsa formazione del corpo docente, chiamato a formarsi senza però fornire loro reali strumenti didattici per offrire un' adeguata formazione agli alunni



  • inadeguatezza di progetti rivolti a quella fascia di alunni che versa in condizione di disagio economico- sociale tradendo continuamente ciò che viene prescritto nell'art. 3 della Costituzione “ E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine sociale, economico, che limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana …….” Dev'essere compito della scuola garantire a tutti i bambini pari formazione a prescindere da dove la cicogna approda.



  • Inadeguatezza di progetti rivolti all'eliminazione del fenomeno del bullismo che vede vittime del cosiddetto branco soprattutto alunni affetti da disabilità. La scuola, ma soprattutto il Comune, dovrebbe aprire un dibattito sulla possibilità di inserire l'utilizzo dell'affidamento ai servizi sociali di quei minori che si macchiano di tale vergogna. Questo strumento potrebbe favorire la conoscenza di una realtà sconosciuta e avere come vantaggio il miglioramento di coloro che seppur sentendosi forti nel gruppo potrebbero mettersi in discussione e imparare dalla diversità.



Napoli – 07-10-2015 Report a cura di Teresa de Giulio

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Napoli - 04 -12-2015

ISTRUZIONE- DISAGIO -DISABILITA'

La scuola campana vive di riflesso tutte le criticità del sistema d'istruzione nazionale amplificato da una mancanza assoluta di servizi che sono la falla più grave della nostra città. La disabilità è un dramma italiano perché in questo paese non vige alcun tipo di rispetto nei confronti di qualsiasi forma di diversità. Ma ciò che difatti è uno scempio nazionale , nella nostra città è uno buco nero. Volendo concentrare il dramma disabilità al mondo scuola mi sovviene pensare che se non si costruisce una rete di fiducia e speranza che accoglie i bambini e gli adolescenti come si potrà pensare a costruire un paese giusto per tutti? Se non si parte dalla fascia più debole per rafforzarla, facendo leva sulle risorse e non sulle deficienze che le persone diversamente abili possiedono come potremo costruire un futuro degno di questo nome, dove ognuno sentirà realmente di valere uno?

Elencheremo tutte le deficienze del sistema d'istruzione napoletano e le relative soluzioni che potrebbero essere messe in campo:

  1. presenza inadeguata o assente di barriere architettoniche all'interno degli istituti scolastici

  2. presenza inadeguata o assente di sussidi didattici, adatti al miglioramento e potenziamento dell'offerta formativa dei diversamente abili

  3. presenza inadeguata o assente di spazi tali da poter realizzare una fattiva integrazione di alunni diversamente abili

  4. presenza inadeguata o assente di spazi idonei a garantire privacy e confort agli alunni che necessitano di assistentato materiale(mancanza di fasciatoi a norma, lettini medici, acqua calda etc…..)

Relativamente ai punti 1-2-3-4 il Comune dovrà farsi carico con le Istituzioni scolastiche di abbattere le barriere architettoniche ancora presenti nonostante leggi dello Stato che lo impongono da decenni. Il Comune dovrà utilizzare fondi propri e accedere a tutti i finanziamenti messi a disposizione dalla Comunità europea e dalla Regione.

  1. Personale scolastico non formato adeguatamente a soddisfare le reali esigenze degli alunni in mancanza di operatori OSA

  2. Salvando la pace di alcuni operatori missionari e realmente padroni delle loro competenze si evince la presenza di Operatori OSA inesperti e poco inclini al mestiere per cui sono pagati

Relativamente ai punti 5 e 6 si potrebbero organizzare corsi di aggiornamento obbligatorio nel periodo di chiusura delle attività didattiche, utilizzando le risorse già esistenti nel Comune, nelle Istituzioni scolastiche e nelle ASL, al fine di rendere tali operatori in grado di svolgere i servizi che gli vengono affidati, migliorando e potenziando il servizio che viene offerto agli utenti.

  • Mancanza di rispetto assoluto per le esigenze di minori che hanno bisogno di cure e attenzioni assolute da parte del MIUR, che attribuisce un organico di sostegno insufficiente a soddisfare le esigenze rilevate.

  • Assenza totale di sostegno alle famiglie. La scuola dovrebbe farsi carico, attraverso la realizzazione di sportelli sociali siti all'interno di ciascun istituzione scolastica , di supporto psicologico ai genitori, lasciati soli ad affrontare un problema che è più grande di loro. La presenza di un degno supporto psicologico aiuterebbe alunni, famiglie e docenti ad interagire insieme per ricercare una strategia comune per un ipotesi di miglioramento e di valorizzazione delle diversità , di qualsiasi natura esse siano, realizzando a tutti gli effetti una “ COMUNITA' EDUCATIVA DI APPRENDIMENTO “.

Relativamente a questo punto si potrebbero utilizzare le professionalità inserite in appositi albi professionali (sociologi e psicologi) che gratuitamente potrebbero mettere a disposizione la loro professionalità gratuitamente in cambio di attestati spendibili nel mondo del lavoro o eventuali concorsi pubblici o addirittura come baratto amministrativo.

  • Assenza totale di continuità didattica-educativa, costringendo alunni e famiglie, già fragili, a sottoporsi a svariati metodi educativi come cavie.

  • Inadeguatezza di progetti rivolti agli alunni affetti da DSA e scarsa formazione del corpo docente, chiamato a formarsi senza però fornire loro reali strumenti didattici per offrire un' adeguata formazione agli alunni

  • inadeguatezza di progetti rivolti a quella fascia di alunni che versa in condizione di disagio economico- sociale tradendo continuamente ciò che viene prescritto nell'art. 3 della Costituzione “ E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine sociale, economico, che limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana …….” Dev'essere compito della scuola garantire a tutti i bambini pari formazione a prescindere da dove la cicogna approda.

Questo punto potrebbe essere risolto attraverso la realizzazione di questo progetto:

Al momento i fondi da destinare ai minori individuati come utenti vengono decisi dagli assistenti sociali dopo presentazione di domanda delle famiglie che versano in condizione di disagio.

Sarebbe opportuno che i minori venissero individuati dalle Istituzioni scolastiche che frequentano, attraverso le insegnanti che sono sicuramente le più preposte ad individuare il disagio economico dei loro allievi.

L' obiettivo è quello di smantellare il concetto di ghettizzazione del disagio. I bambini che vivono condizioni di disagio economico-sociale hanno bisogno di rieducarsi alla normalità restando inseriti in contesti misti.

Il servizio del semiconvitto potrebbe essere esteso alle famiglie che pur non versando in condizioni economiche disagiate versano in condizioni di disagio nella gestione familiare perché entrambi i genitori sono impegnati lavorativamente e devono obbligatoriamente servirsi di servizi privati per la gestione e la cura dei figli.

L'istituzione scolastica prendendo in carico la gestione del semiconvitto potrebbero aprire il servizio anche agli altri genitori che pagando un contributo relativo al reddito familiare (modello ISEE) potrebbero usufruire di un servizio che comprende:

  • prelevamento e accompagnamento dei minori con pulmini a norma e non mezzi di “sfortuna “

  • mensa scolastica

  • recupero e assistenza scolastica pomeridiana

Inoltre dato che il Comune di Napoli assegna le palestre situate nelle Istituzioni scolastiche, di cui è proprietario, alle polisportive potrebbe attraverso questo progetto garantire utenti alle polisportive che offrono un servizio a prezzi accessibili alla cittadinanza e la gratuità assoluta ai minori che usufruiscono del servizio semiconvitto.

La proposta vuole garantire le pari opportunità a tutte le famiglie e sostenere i più deboli con la gratuità che però non ghettizza.

In sintesi il bambino disagiato resterebbe nel suo ambiente scuola che sicuramente è più sano di un ambiente che preleva questi piccoli da tutte le scuole del territorio per rintanarli in un ambiente che rafforza e non smorza le loro deficienze.

  • Inadeguatezza di progetti rivolti all'eliminazione del fenomeno del bullismo che vede vittime del cosiddetto branco soprattutto alunni affetti da disabilità.

  1. La scuola, ma soprattutto il Comune, dovrebbe aprire un dibattito sulla possibilità di inserire l'utilizzo dell'affidamento ai servizi sociali di quei minori che si macchiano di tale vergogna. Questo strumento potrebbe favorire la conoscenza di una realtà sconosciuta e avere come vantaggio il miglioramento di coloro che seppur sentendosi forti nel gruppo potrebbero mettersi in discussione e imparare dalla diversità.

  2. Realizzare nelle Istituzioni scolastiche progetti di formazione per contrastare il bullismo.

  3. Partenariato tra Comune e Istituzione scolastiche al fine di creare un manifesto per il contrasto a qualsiasi forma di discriminazione.

  4. Questionari in forma anonima per monitorare l'estensione del fenomeno.

  • Inadeguatezza di progetti rivolti all'eliminazione del fenomemo di dispersione scolastica soprattutto riguardo al fenomeno degli Immigrati e Rom.

Attraverso l'utilizzo del servizio del Semiconvitto si potrebbe garantire la permanenza dei bambini appartenenti a queste categorie a scuola per gran parte della giornata dopo un reale censimento di questi soggetti nel territorio del Comune.

Report a cura di Teresa de Giulio

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