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http://www3.istat.it/dati/catalogo/20100513_00/arg_09_37_la_disabilita_in_Italia.pdf

La disabilità in Italia - Il quadro della statistica ufficiale Realizzazione: Istat, Servizio editoria Stampato nel mese di aprile 2010 - copie 360 presso il Centro stampa dell’Istat Via Tuscolana 1788 - Roma.Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali e con citazione della fonte.                                                                                                                                                      

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I presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari 

fonte :http://www.istat.it/it/archivio/7786

Caratteristiche generali dell’indagine La rilevazione sui presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, prevista dal Programma statistico nazionale in vigore (IST 00243), a partire dal 2010 ha ampliato i contenuti informativi, adeguandoli alle esigenze conoscitive legate al processo di integraz ione socio-sanitaria, cioè a quel complesso di attività di assistenza rivolte alla persona, che sono finalizzate al soddisfacimento sia di bisogni di natura sociale (legati al disagio e all’emarginazione) sia di bisogni sociali con rilevanza sanitaria (legati all’invecchiamento della popolazione e alla disabilità). La rilevazione è stata riprogettata con la collaborazione degli esperti del Ministero della salute, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Cisis – Gruppo di Lavoro Politiche Sociali. L’indagine rileva l’offerta di strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie e le tipologie di utenti in esse assistite nell'anno di riferimento. La nuova rilevazione estende il campo di osservazione e aumenta il dettaglio delle informazioni raccolte, permettendo di documentare in maniera più puntuale sia l’utenza sia le risorse impegnate per questa forma di assistenza territoriale. In particolare la nuova indagine, che mantiene la sua cadenza annuale, rileva tutte le strutture che rientrano nella definizione di presidio residenziale socio-assistenziale e socio-sanitario. In tali strutture trovano alloggio persone che si trovano in stato di bisogno per motivi diversi: anziani soli o con problemi di salute, persone con disabilità, minori sprovvisti di tutela, giovani donne in difficoltà, stranieri o cittadini italiani con problemi economici e in condizioni di disagio sociale. A partire dall'indagine 2014 la rilevazione viene effettuata esclusivamente via web al seguente indirizzo:  https://indata.istat.it/presa Universo di riferimento L’universo di riferimento è costituito dall’insieme dei presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari. Si definisce “Presidio residenziale” la struttura pubblica o privata che eroga servizi residenziali (ospitalità assistita con pernottamento) di tipo socio-assistenziale e/o socio-sanitario a persone in stato di bisogno. Il singolo presidio è individuato univocamente dalla coppia denominazione della struttura – indirizzo della stessa. Aspetti organizzativi Le Regioni possono scegliere di partecipare all'indagine secondo tre diverse modalità: Modalità 1. La Regione raccoglie le informazioni richieste per tutti i Presidi di loro pertinenza tramite gli Uffici di statistica, garantendo la completezza e la qualità dei dati raccolti. Successivamente, tali Regioni provvedono a depositare i files dati in un’area web protetta:  https://indata.istat.it/presa e inserendo il Codice Regione e la Password ricevuta dall’Istat. Modalità 2. La Regione coordina, attraverso gli Uffici di statistica, la rilevazione per i Presidi di loro competenza, garantendo la completezza e la qualità dei dati raccolti. Compiti della regione saranno. La Regione: dovrà invitare i singoli presidi a compilare il questionario elettronico collegandosi al seguente indirizzo web:  https://indata.istat.it/presa e dovrà inoltre supportare i presidi nella compilazione del questionario via web. Modalità 3. La Regione delega all’Istat tutte le attività legate alla rilevazione. L’Istat procede alla rilevazione diretta sui Presidi, invitandoli a compilare il questionario elettronico, collegandosi sul web all'indirizzo:  https://indata.istat.it/presa utilizzando Userid e la Password ricevuta dall'Istat. Il numero verde Nella lettera di presentazione dell'indagine firmata dal Presidente dell'Istat e nell'area contatti del sito viene indicato il numero verde (gratuito) al quale ci si può rivolgere per avere o per fornire qualsiasi tipo di informazione relativa all'indagine: per esempio, per contenuti del questionario, aggiornamento delle liste relative all'universo di riferimento, ecc. Titolarità dei dati Titolare del trattamento dei dati personali raccolti con la presente indagine è l’Istituto nazionale di statistica, Via Cesare Balbo, 16 – 00184 Roma; responsabile del trattamento è Il Direttore centrale per le statistiche socio-demografiche e ambientali. Contatti Per comunicazioni urgenti è possibile contattare i numeri presenti nella sezione "Contatti" del sito: https://indata.istat.it/presa o inviare una email all'indirizzo di posta elettronica >presidi@istat.it. Per informazioni
Servizio: Salute, Sanità e Assitenza
Alessandra Battisti
tel. 0646737582
albattis@istat.it

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fonte:http://www.istat.it/it/archivio/165366

Nel 2013, circa 13 milioni di persone di 15 anni e più risultano avere limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi. Complessivamente si tratta del 25,5% della popolazione residente di pari età. Per queste persone l'interazione tra condizioni di salute e fattori ambientali può tradursi in restrizioni dell'inclusione sociale.

Tra le persone con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi, il 23,4% riferisce di avere limitazioni gravi, cioè il massimo grado di difficoltà in almeno una tra le funzioni motorie, sensoriali o nelle attività essenziali della vita quotidiana. Il numero di tali persone nella popolazione residente in Italia è stimato in circa 3 milioni.

Nella popolazione con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi prevalgono le donne (54,7%) e le persone anziane (61,1%). La quota di persone con gravi limitazioni è più alta tra le anziane (37,8%) rispetto a quella registrata tra gli uomini anziani (22,7%).

Circa 5 milioni di persone tra 15 e 64 anni con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi non sono iscritte a corsi di alcun tipo (scolastici, universitari o di formazione professionale). Tra questi individui, l'8,4% ha restrizioni nella possibilità di studiare a causa di problemi di salute. La quota sale al 37,3% tra quanti hanno limitazioni funzionali gravi.

Le condizioni di salute hanno un forte impatto sulla partecipazione al mondo lavorativo. Nel 2013 risulta occupato il 44,0% delle persone di 15-64 anni con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi, contro il 55,1% del totale della popolazione. Tra le persone con limitazioni funzionali gravi risulta occupato solamente il 19,7%.

E' molto elevata la percentuale di persone con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi che hanno restrizioni nella mobilità a causa di problemi di salute: il 27,2% ha difficoltà a uscire di casa, il 22,3% ad accedere agli edifici e il 19,7% a utilizzare i trasporti pubblici. Tra le persone con limitazioni funzionali gravi le quote raggiungono rispettivamente il 76,2, il 70,5 e il 59,6%.

Il 13,0% delle persone con limitazioni, invalidità o cronicità gravi ha difficoltà a usare i mezzi pubblici a causa di barriere ambientali. La quota raggiunge il 29,6% tra chi ha limitazioni funzionali gravi.

Il 17,0% delle persone con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi dichiara di avere difficoltà per motivi di salute a incontrare amici o parenti e il 22,1% a svolgere attività nel tempo libero. La percentuale di chi dichiara difficoltà, per gli stessi motivi, a usare internet risulta più contenuta (11,1%). Le quote si triplicano tra le persone con limitazioni funzionali gravi, arrivando rispettivamente al 47,6, 60,8 e 36,3%.

Si segnala che, in data 27 luglio 2015 a causa dell’errata formattazione di tre figure, è stato necessario sostituire il file del testo e il file excel dei Prospetti e delle tavole.

Per informazioni Integrazione dati e indagini speciali socio-sanitarie Gabriella Sebastiani
tel. 06 4673.7261 gasebast@istat.it

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fonte:http://www.istat.it/it/archivio/164470 XI Commissione “Lavoro, previdenza sociale” del Senato della Repubblica

Roma, 8 luglio 2015

Audizione del Presidente dell’Istituto nazionale di statistica, Giorgio Alleva

In questa audizione l'Istat intende offrire un contributo conoscitivo utile alla valutazione degli schemi di quattro decreti legislativi, che attuano le deleghe previste dalla legge n. 183 del 10 Dicembre 2014 in materia di razionalizzazione e semplificazione amministrativa (AG 176), servizi per il lavoro e politiche attive (AG 177), razionalizzazione e semplificazione dell'attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale (AG 178), riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (AG 179).

Si tratta dei decreti attuativi che concludono il complesso quadro di interventi tesi a riformare il mercato del lavoro italiano previsti nella Legge 183/2014.

In particolare si analizza l'utilizzo dei servizi per l'impiego da parte di cittadini e imprese, la misurazione degli oneri amministrativi che gravano sulle imprese, la condizione professionale delle persone con disabilità e l'utilizzo di strumenti di integrazione salariale.


Le tavole proposte riportano i principali indicatori sulla cura ed il ricorso ai servizi sanitari riferiti alle informazioni raccolte nell'indagine "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari" anno 2013, condotta tra settembre 2012 e giugno 2013.

L'indagine è stata realizzata su un campione ampliato grazie al sostegno del Ministero della Salute e delle regioni per produrre stime a livello regionale e sub-regionale, per un totale complessivo di circa 120 mila rispondenti.

Le tavole statistiche sono suddivise in sei capitoli: consumo di farmaci, terapie non convenzionali, visite mediche, accertamenti diagnostici, ricoveri ospedalieri, riabilitazione, servizi socio-sanitari.

Queste tavole consentono la continuità informativa con i volumi pubblicati nelle passate edizioni e con le tavole del 2005 ed integrano le tavole di dati on line "Condizioni di salute, fattori di rischio e prevenzione" pubblicate lo scorso dicembre. A tale riguardo si precisa che in data odierna sono state modificate le seguenti tavole pubblicate a dicembre: la tavola 1.1.1 per uno slittamento delle classi di età e le tavole 2.4.2.18 e 2.4.3.2 per lo slittamento del riferimento territoriale; le tavole da 1.1.1 a 1.1.4 per la correzione dell'etichetta dell'intestazione di colonna delle tavole sullo stato di salute dichiarato; inoltre per lievi modifiche alla variabile sulla condizione professionale, sono state aggiornate le tavole 1.3.17, 1.4.1.7, 1.4.2.6, 2.1.6. Note esplicative sono state inserite a due tavole 1.4.1.11 e 1.4.1.12.

In allegato l'indice delle tavole, il glossario e una nota informativa con gli aspetti metodologici.

Per informazioni
Sanità, salute e assistenza
Lidia Gargiulo
tel. 06 4673.7251 [mailto:"gargiulo@istat.it" gargiulo@istat.it]

Laura Iannucci
tel. 06 4673.7213 [mailto:"iannucci@istat.it" iannucci@istat.it]

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Indagine sugli alunni con disabilità nella scuola primaria e secondaria di I grado statali e non statali: informazioni sulla rilevazione Modifica

Periodo di riferimento
Anno scolastico 2014-2015
Pubblicato
venerdì 10 aprile 2015 fonte:http://www.istat.it/it/archivio/60454

Caratteristiche generali dell’indagine


L’Istat, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, effettua annualmente una rilevazione sull’inserimento degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di I grado, statali e non statali che va ad integrare le informazioni già rilevate dal Ministero competente.

L’indagine si pone l’obiettivo di rilevare le risorse, le attività e gli strumenti di cui si sono dotati i singoli plessi scolastici per favorire l’inserimento scolastico degli alunni con disabilità.

L’indagine è condotta via web attraverso la realizzazione di un questionario elettronico.

Universo di riferimento

Tutte le scuole primarie e secondarie di I grado statali e non statali, indipendentemente dalla presenza di alunni con disabilità nella scuola.

Aspetti organizzativi

L’indagine si è svolge tra aprile e maggio di ogni anno. L’indagine è censuaria per quanto riguarda le informazioni relative alle scuole ed è, invece, campionaria per la parte relativa agli alunni con disabilità. Il disegno di campionamento è a due stadi di selezione con stratificazione delle unità di primo stadio. Le unità di primo stadio sono le scuole, stratificate per regione geografica e ordine scolastico. Le unità di secondo stadio sono gli alunni con disabilità.

La numerosità campionaria di primo e di secondo stadio è stata definita tenendo conto sia di esigenze organizzative e di costo, sia degli errori di campionamento attesi delle principali stime di interesse a livello dei domini di stima sopra menzionati. La dimensione complessiva del campione di scuole è stata fissata a circa 3.000 unità.

Il questionario della rilevazione

Il questionario relativo alle singole scuole rileva le seguenti informazioni: n° alunni iscritti, n° alunni con disabilità/sostegno, accessibilità (in conformità al DPR n. 503/96), postazioni informatiche adibite all’integrazione scolastica (numero, collocazione), i docenti di sostegno che utilizzano le tecnologie educative e che hanno frequentato corsi specifici. Inoltre viene rilevata la presenza di figure professionali a supporto dell’integrazione scolastica.

Il questionario relativo al campione di alunni rileva le seguenti informazioni: tipologia di disabilità, presenza di autonomia, uso di ausili assistivi e di ausili didattici, tipo di certificazione, età, classe, ore di sostegno settimanali, ore settimanali dell’assistente educativo culturale, orario di frequenze delle lezioni in classe e fuori classe, partecipazione alle gite scolastiche con e senza pernottamento.

Titolarità dei dati

Titolare del trattamento dei dati personali raccolti con la presente indagine è l’Istituto nazionale di statistica, Via Cesare Balbo, 16 – 00184 Roma; responsabile del trattamento è il Direttore centrale per le statistiche socio-demografiche e ambientali.

Per informazioni
Servizio Sanità, salute ed assistenza
Alessandra Battisti
tel. 06 4673.7582
lunedì – venerdì 10:00 – 12:30 e 14:30-16:30
disabili@istat.it


fonte:http://www.istat.it/it/archivio/152999

Il metodo sequenziale di aggiustamento delle componenti della mancata risposta totale sperimentato nell’indagine Istat sulla disabilità

Pubblicato

venerdì 13 marzo 2015

Claudia De Vitiis, Francesca Inglese, Marco D. Terribili

Versione integrale del n. 3/2105

Nella fase di stima di un'indagine campionaria, le tecniche di ponderazione adottate per compensare gli effetti negativi della mancata risposta totale sulle stime, si basano sull'uso di informazioni ausiliarie note sui rispondenti e i non rispondenti, generalmente senza distinguere i diversi tipi di mancata risposta.

Il lavoro si propone di trattare separatamente le componenti della mancata risposta, in particolare il mancato contatto e il rifiuto, con l’obiettivo di ridurre gli effetti distorsivi della mancata risposta totale.

Il metodo adottato, noto in letteratura come metodo di aggiustamento sequenziale, utilizza per la costruzione di fattori correttivi delle componenti di mancata risposta totale modelli annidati specificati per ogni fase del processo di risposta. L'ipotesi su cui si basa tale approccio è che i diversi tipi di risposta sono indipendenti condizionatamente ad un insieme di variabili ausiliarie.


Le tavole proposte riportano i principali indicatori sulle condizioni di salute della popolazione, i fattori di rischio, la prevenzione e il percorso della maternità, riferiti alle informazioni raccolte nell'indagine "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari" anno 2013, condotta tra settembre 2012 e giugno 2013.

L'indagine è stata realizzata su un campione ampliato grazie al sostegno del Ministero della Salute e delle regioni per produrre stime a livello regionale e sub-regionale, per un totale complessivo di circa 120 mila rispondenti.

Le tavole statistiche sono suddivise in tre aree tematiche. La prima, relativa alle condizioni di salute, considera gli indicatori su percezione dello stato di salute, malattie in forma acuta e traumatismi, patologie croniche e limitazioni funzionali. La seconda si riferisce ai principali fattori di rischio per la salute, quali il tabagismo, il soprappeso e l'obesità, i livelli di attività fisica, nonché alla prevenzione riferita sia ai controlli di prevenzione generale, che alla prevenzione femminile. La terza area tematica considera invece vari indicatori su gravidanza, parto ed allattamento al seno.

Le informazioni relative al ricorso ai servizi sanitari (consumo di farmaci, terapie non convenzionali, visite mediche e accertamenti diagnostici, ricoveri ospedalieri, servizi di emergenza e riabilitazione, servizi socio-sanitari, eccetera), che costituiscono un'ulteriore area tematica indagata con l'indagine saranno pubblicate entro il mese di marzo.

Le tavole di dati on line consentono di fornire una continuità informativa con i volumi pubblicati nelle passate edizioni e con le tavole del 2005 (http://www3.istat.it/dati/dataset/20080131_00/).

Nota. Il 17 aprile 2015, in occasione della diffusione delle tavole di dati “Cure e ricorso ai servizi sanitari. Anno 2013″ sono state sostituite le seguenti tavole: la tavola 1.1.1 per uno slittamento delle classi di età e le tavole 2.4.2.18 e 2.4.3.2 per lo slittamento del riferimento territoriale; le tavole da 1.1.1 a 1.1.4 per la correzione dell'etichetta dell'intestazione di colonna delle tavole sullo stato di salute dichiarato. Inoltre per lievi modifiche alla variabile sulla condizione professionale, sono state aggiornate le tavole 1.3.17, 1.4.1.7, 1.4.2.6, 2.1.6. Note esplicative sono state inserite alle tavole 1.4.1.11 e 1.4.1.12.

Per informazioni

Servizio Sanità, salute e assistenza

Lidia Gargiulo
tel. 06 4673.7251 [mailto:"gargiulo@istat.it%20" gargiulo@istat.it]

Laura Iannucci
tel. 06 4673.7213 [mailto:"iannucci@istat.it" iannucci@istat.it]

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Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare fonte:http://www.istat.it/it/archivio/136154 XII Commissione “Affari sociali” della Camera dei Deputati

Roma, 15 ottobre 2014

Audizione del Direttore del Dipartimento per le statistiche sociali e ambientali, Linda Laura Sabbadini

In questa audizione l'Istat offre innanzitutto un quadro informativo articolato sul problema della disabilità in Italia, fornendo sia le stime relative all'ammontare di popolazione coinvolta sia una descrizione delle condizioni di vita, sociale ed economica, di queste persone e delle loro famiglie.

Nel prosieguo della relazione vengono proposte alcune stime sugli scenari futuri relativi al problema del "dopo di noi", in particolare si valuta il numero dei giovani con disabilità che "rischia" di sopravvivere ai propri genitori e/o ai fratelli rimanendo solo e privo del loro supporto, nonché il numero di anni che trascorreranno in questa condizione di solitudine e assenza di rete familiare.

Infine, il documento descrive il quadro dell'offerta di strutture, interventi e servizi su cui possono contare le persone con disabilità per far fronte alle loro esigenze di cura e di assistenza. Il quadro dell'offerta è finalizzato a mettere in evidenza le risorse fisiche ed economiche attualmente disponibili.


Tutela della salute e accesso alle cure 

fonte:http://www.istat.it/it/archivio/128176

Quella italiana è una popolazione che invecchia, in cui le patologie croniche sono sempre più diffuse. Rispetto al 2005, diminuiscono malattie respiratorie croniche e artrosi – la popolazione che invecchia proviene da esperienze di vita sempre più sane – mentre aumentano tumori maligni, Alzheimer e demenze senili anche perché c'è maggiore capacità di riconoscere le malattie. Migliora lo stato di salute fisico, peggiora quello mentale rispetto al 2005: quest'ultimo diminuisce in media di 1,6 punti (71,8 controllato per età), in particolare tra i giovani fino ai 34 anni (-2,7 punti), soprattutto maschi, e tra gli adulti di 45-54 anni (-2,6). Un calo ancora più rilevante si registra nell'indice di salute mentale delle persone straniere residenti in Italia; l'indice si riduce in media di 4,7 punti, ma tra le donne straniere la diminuzione è di 5,4 punti. La depressione è il problema di salute mentale più diffuso e il più sensibile all'impatto della crisi: riguarda circa 2,6 milioni di individui (4,3%), con prevalenze doppie tra le donne rispetto agli uomini in tutte le fasce di età. Continua a diminuire la quota di persone con limitazioni funzionali, dal 6,1% nel 2000 al 5,5 % nel 2013. Si stima che siano oltre 3 milioni di persone, di cui oltre l'80% anziani e i due terzi donne. Nel Sud e nelle Isole la quota si mantiene significativamente più elevata rispetto alle altre aree territoriali. Le famiglie con almeno una persona con limitazioni funzionali sono l'11%; di queste, meno del 20% ricevono assistenza domiciliare pubblica. Considerando anche quelle che suppliscono a tale carenze ricorrendo a servizi privati a pagamento, rimane comunque più del 70 % che non usufruisce di alcun tipo di assistenza domiciliare, né privata né pubblica. Convegno “la salute in Italia”
Nota. In data 15.07.2014 il testo integrale è stato sostituito in quanto sono state apportate le seguenti variazioni: nel prospetto 1 pag. 2 gli zeri (0,0) trattandosi di dato mancante sono stati sostituiti con il trattino. Il dato riferito all’ansietà cronica per le donne anziane 2013 è pari a 9,9% pituttosto che 9,0%. La voce asma bronchiale nel questionario si rileva con il termine “Asma” e quindi è stata modificata nel prospetto. A pag. 28, la prima frase è stata leggermente modificata per chiarezza rispetto alle variabili considerate, per coerenza anche con gli accertamenti. Alle ore 17:53 dello stesso giorno, le tavole in allegato sono state sostituite per un dato errato nella 3.5 e per variazioni di titoli e di indicatori nelle 3.7, 4.11, 4.18 e 5.5. Per informazioni
Direzione centrale delle statistiche socio-demografiche e ambientale

Lidia Gargiulo
06 4673.7251
gargiulo@istat.it Alessandra Burgio

06 4673.7388 Gabriella Sebastiani
06 4673.7261

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L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo gradoModifica

Periodo di riferimento
Anno scolastico 2012-2013
Pubblicato
lunedì 16 dicembre 2013

fonte:http://www.istat.it/it/archivio/107277

Nell'anno scolastico 2012-2013, sono circa 84 mila gli alunni con disabilità nella scuola primaria (pari al 3,0% del totale degli alunni) mentre in quella secondaria di primo grado se ne contano poco più di 65 mila (il 3,7% del totale). Nelle scuole primarie il 21,4% degli alunni con disabilità non è autonomo in almeno una delle attività indagate (spostarsi, mangiare o andare in bagno) e l'8,0% non è autonomo in tutte e tre le attività. Nelle scuole superiori di primo grado le percentuali sono rispettivamente del 14.7% e del 5,5%. Il ritardo mentale, i disturbi del linguaggio, dell'apprendimento, e dell'attenzione rappresentano i problemi più frequenti negli alunni con disabilità in entrambi gli ordini scolastici considerati. Gli insegnanti di sostegno rilevati dal Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca (Miur) sono più di 67 mila: 2 mila in più rispetto allo scorso anno. Nel Mezzogiorno si registra il maggior numero di ore medie di sostegno settimanali assegnate. Gli insegnanti di sostegno, in entrambi gli ordini scolastici, svolgono prevalentemente attività di tipo didattico (per l'84% degli alunni con disabilità della scuola primaria e per l'82,4% di quelli della scuola secondaria di primo grado). La quota è rispettivamente dell' 8,6% e del 6,8% se l'insegnante svolge attività prevalentemente di tipo assistenziale. Circa l'8% delle famiglie ha presentato un ricorso negli anni per ottenere l'aumento delle ore di sostegno. Ha cambiato insegnante di sostegno nel corso dell'anno scolastico il 14,5% degli alunni con disabilità della scuola primaria e il 12,5% della scuola secondaria di primo grado. Il 44,2% degli alunni della scuola primaria ha invece cambiato l'insegnante di sostegno rispetto all'anno scolastico precedente, lo stesso è accaduto al 37,9% degli alunni della scuola secondaria di primo grado. Nel Centro e nel Nord si registrano in media circa cinque ore settimanali di assistente educativo culturale o assistente ad personam per la scuola primaria e quattro ore per la secondaria di primo grado. Nel Mezzogiorno, dove invece sono più numerosi gli alunni con disabilità non autonomi, a questa attività vengono dedicate tre ore nella scuola primaria e due nella secondaria di primo grado. La partecipazione alle attività extrascolastiche organizzate dalla scuola sembra essere molto difficile per gli alunni con disabilità., Quasi la metà di loro non partecipa in entrambi gli ordini scolastici. Percentuali più basse si riscontrano, invece, nella partecipazione ai campi scuola, ai quali prendono parte il 16,1% degli alunni con disabilità della scuola primaria e il 17,2% di quelli della scuola secondaria di primo grado.


I presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari fonte: http://www.istat.it/it/archivio/106719 In Italia i presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari attivi al 31 dicembre 2011 sono 12.033 e dispongono complessivamente di 386.803 posti letto (6,5 ogni 1.000 persone residenti).

L'offerta è costituita prevalentemente da "unità di servizio", che svolgono una funzione di tipo socio-sanitario e mettono a disposizione oltre due terzi dei posti letto complessivi (il 74%); l'utenza cui si rivolgono è costituita perlopiù da anziani non autosufficienti.

Dal punto di vista territoriale, il quadro è molto eterogeneo: l'offerta raggiunge i più alti livelli nelle regioni del Nord dove si concentra il 67% dei posti letto complessivi (9,5 ogni mille residenti) e tocca i valori minimi nel Sud con il 7% dei posti letto (soltanto 3 posti letto ogni mille residenti).

Le regioni del Nord dispongono della più alta quota di posti letto a carattere socio-sanitario, con 8 posti letto ogni 1.000 residenti, contro un valore inferiore a 2 posti letto nelle regioni del Sud.

Nei presidi socio-assistenziali sono assistite 369.523 persone: oltre 279 mila (il 76%) hanno almeno 65 anni, quasi 73 mila (il 20%) un'età compresa tra i 18 e i 64 anni e poco più di 17 mila (il 5%) sono giovani con meno di 18 anni.

Per informazioni:
Disabilità e integrazione sociale
Alessandro Solipaca
tel. 06 4673.7581
solipaca@istat.it

Claudia Di Priamo
tel. 06 4673.7310
dipriamo@istat.it


Gli interventi e i servizi sociali dei comuni singoli e associati


Periodo di riferimento Anno 2010 - Pubblicato venerdì 31 maggio 2013 fonte:http://www.istat.it/it/archivio/91610 Nel 2010 i comuni italiani, in forma singola o associata, hanno destinato agli interventi e ai servizi sociali 7 miliardi e 127 milioni di euro, un valore pari allo 0,46% del Pil nazionale.


Nel confronto con l'anno precedente la spesa sociale gestita a livello locale è aumentata dello 0,7%, facendo registrare una discontinuità rispetto alla precedente dinamica di crescita: infatti, nel periodo compreso fra il 2003 e il 2009 l'incremento medio annuo è stato del 6%.

La variazione avvenuta tra il 2009 e il 2010 risulta di segno negativo se calcolata a prezzi costanti (-1,5%), ovvero tenendo conto dell'inflazione registrata nel periodo.

In diverse regioni del Centro e soprattutto del Sud, l'ammontare di spesa destinata al welfare locale è diminuito anche in termini di valuta corrente fra il 2009 e il 2010.

La spesa media per abitante per i servizi sociali è passata da 90 euro nel 2003 a 118 euro nel 2010, ma l'incremento risulta di soli 10 euro pro-capite se calcolato a prezzi costanti.

Le differenze territoriali sono molto ampie, confermando ancora una volta i differenziali fra il Centro-nord da un lato e il Mezzogiorno dall'altro, con alcune eccezioni significative ma anche con preoccupanti segnali di ulteriore inasprimento dei divari: nel 2010 le risorse impiegate dai comuni in rapporto alla popolazione residente variano da un minimo di 26 euro in Calabria (contro 31 euro nel 2009) a un massimo di 304 euro nella provincia autonoma di Trento (contro i 295 euro dell'anno precedente).

Al di sopra della media nazionale si collocano gran parte delle regioni del Centro-nord e la Sardegna, mentre il Sud presenta i livelli più bassi di spesa media pro-capite (53 euro), meno di un terzo rispetto a quella del Nord-est (161 euro).

Nota. Il 29 maggio 2013 le tavole di dati riferite all’anno 2009 all’indirizzo
http://www.istat.it/it/archivio/59169 sono state sostituite a causa della revisione della metodologia di stima delle mancate risposte totali per l’anno 2010, che ha comportato la rettifica dei dati diffusi.

Per informazioni
Servizio Sanità, salute ed assistenza- Interventi e servizi sociale
Giulia Milan
tel. 06 4673.7372
milan@istat.it
Pietro Bracaglia
tel. 06 4676.7373
bracagli@istat.it


Limitazioni nello svolgimento dell’attività lavorativa delle persone con problemi di salute fonte:http://www.istat.it/it/archivio/89392 Periodo di riferimento Anno 2011
Pubblicato
venerdì 3 maggio 2013 Nel II trimestre 2011, 6 milioni 556 mila persone tra i 15 e i 64 anni (16,5% della popolazione di questa fascia di età) dichiarano di essere affette da una o più malattie croniche o da problemi di salute di lunga durata o di avere difficoltà funzionali.

I problemi di salute rappresentano un ostacolo per l'inserimento nel mercato del lavoro. Oltre il 50% di chi soffre di più di un problema di salute o di difficoltà funzionali è professionalmente inattivo; tale quota diminuisce sensibilmente tra quanti lamentano un solo problema o difficoltà (39,9%) e nessun problema (35,5%).

Il 38,9% (2 milioni e 549 mila) delle persone che hanno problemi di salute o difficoltà funzionali dichiara di avere limitazioni sul lavoro causate da cattive condizioni di salute; un milione 708 mila persone si sentono limitate nel numero di ore di lavoro settimanali che possono svolgere; 2 milioni 347 mila nel tipo di lavoro e nelle mansioni; circa un milione nel raggiungimento del posto di lavoro.

Il 40,6% delle donne e il 36,9% degli uomini affermano di avere almeno una limitazione nel lavoro tra quelle considerate (nel numero di ore di lavoro, nel tipo di lavoro che possono svolgere, negli spostamenti casa-lavoro). Le quote sono più alte nel Mezzogiorno e aumentano con l'avanzare dell'età, raggiungendo il 42,8% tra le persone prossime all'età pensionabile (55-64 anni).

Quasi la metà degli inattivi tra 15 e 64 anni con problemi o difficoltà funzionali lamenta almeno una limitazione nell'eventuale svolgimento di un'attività lavorativa causata dalle proprie condizioni di salute, contro il 28,5% degli occupati.


L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado fonte :http://www.istat.it/it/archivio/80640 L'Istituto nazionale di statistica, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha realizzato una rilevazione sull'Inserimento degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di 1° grado, statali e non statali che va ad integrare le informazioni già rilevate dal Ministero competente.

L'indagine si pone l'obiettivo di rilevare le risorse, le attività e gli strumenti di cui si sono dotati i singoli plessi scolastici per favorire l'inserimento scolastico degli alunni con disabilità nell'Anno Scolastico 2011-2012.

L'indagine si è svolta tra aprile e giugno del 2012 ed ha ricevuto informazioni da 23.222 scuole, pari all'88% delle scuole oggetto di indagine.


Inclusione sociale delle persone con limitazioni funzionali fonte:http://www.istat.it/it/archivio/79701 Periodo di riferimento Anno 2011
Pubblicato
martedì 15 gennaio 2013 L’Istat rende disponibili i file standard della rilevazione “Inclusione sociale delle persone con limitazioni funzionali”. L'indagine è stata realizzata nel 2011 con la finalità di studiare le difficoltà incontrate da queste persone nel loro contesto di vita (rete di relazioni, lavoro, tempo libero, ecc.) e i fattori che ne ostacolano la piena partecipazione (limitazioni nella mobilità, barriere nell'accesso al lavoro, mancanza di adeguati sostegni assistenziali, ecc.).


In totale sono state intervistate, con metodo CATI (Computer Assisted Telephone Interview), 3.121 persone (di età compresa tra 11 e 87 anni) che rappresentano una popolazione di 3 milioni 947 mila individui.

Per ottenere tali file è necessaria la registrazione al Contact centre. Una volta effettuata la registrazione, o se utenti già registrati, la richiesta deve essere formulata selezionando l’area “Collezioni campionarie di dati elementari (file standard)” e compilando il modulo on-line.


I presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari  fonte:http://www.istat.it/it/archivio/77525 Periodo di riferimento Anno 2010
Pubblicato
venerdì 14 dicembre 2012

In Italia i presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari attivi al 31 dicembre 2010 sono 12.808 e dispongono complessivamente di 424.705 posti letto (7 ogni 1.000 persone residenti). Rispetto al 2009 non si riscontrano rilevanti variazioni del fenomeno.

La componente prevalente dell'offerta residenziale è rappresentata dalle "unità di servizio" che svolgono una funzione di tipo socio-sanitario e sono destinate ad accogliere prevalentemente anziani non autosufficienti, con una disponibilità di oltre i due terzi dei posti letto (72%). La restante quota dell'offerta è di tipo socio-assistenziale.

Le forti differenze territoriali restano invariate rispetto all'anno precedente: nelle regioni del Nord si colloca il 66% dei posti letto complessivi, con un tasso di 10 posti letto ogni 1.000 residenti; al Sud la quota di offerta è soltanto di 3 posti letto ogni mille residenti.

Al Nord si registra l'offerta più elevata di servizi a carattere socio-sanitario, con 8 posti letto ogni 1.000 residenti, contro i 2 posti letto del Mezzogiorno.

Nei presidi residenziali sono assistite 394.374 persone: circa 295 mila sono anziani con almeno 65 anni (il 75%), poco più di 80 mila sono adulti tra i 18 e i 64 anni (20%) e circa 19 mila sono minori con meno di 18 anni (5%).

Gli anziani hanno, nella metà dei casi, oltre 85 anni, mentre il 74% degli ospiti anziani risulta in condizioni di non autosufficienza, Molto sbilanciato il rapporto tra generi: su circa 295 mila anziani ospiti dei presidi residenziali, oltre 220 mila sono donne.

Gli adulti (18-64 anni) sono nel 61% dei casi uomini. La tipologia di disagio prevalente è legato alla disabilità o a patologie psichiatriche (circa il 69% degli ospiti).

Il 57% degli ospiti con meno di 18 anni non presenta alcuna problematica specifica, il 25% ha problemi di tossicodipendenza e il 16% risulta avere problemi di salute mentale o disabilità.

Quasi la metà degli ospiti minorenni (47%) viene accolta nelle strutture residenziali per problemi riconducibili al nucleo familiare.

Poco più di 14 mila minori sono stati dimessi dalle strutture di accoglienza nel corso del 2010, più di uno su due risulta reinserito in una famiglia (di origine adottiva o affidataria).

Gli stranieri residenti nei presidi sono complessivamente 16.023 (il 4% degli ospiti complessivi). Nel 59% dei casi si tratta di adulti (3 ogni mille adulti stranieri residenti), nel 35% di minori (6 ogni mille minori stranieri residenti) e soltanto per il 6% di anziani (1 ogni mille anziani stranieri residenti).

Nel 70% dei casi i titolari di queste strutture residenziali sono enti privati. In oltre i due terzi delle residenze sono gli stessi titolari a gestire direttamente il presidio.

I titolari pubblici che non gestiscono direttamente le strutture si affidano più frequentemente ad altre istituzioni pubbliche nel Nord (53% dei casi), mentre nel Centro e nel Mezzogiorno affidano la gestione più spesso al settore privato (rispettivamente nel 54% e nell'83% dei casi).

Per informazioni:
Disabilità e integrazione sociale
Alessandro Solipaca
tel. 0646737581
solipaca@istat.it


Inclusione sociale delle persone con limitazioni dell’autonomia personaleModifica

fonte:http://www.istat.it/it/archivio/77546

Circa 4 milioni di persone di 11-87 anni che nel 2005 avevano riferito difficoltà nelle funzioni motorie, sensoriali o nelle attività essenziali della vita quotidiana, anche nel 2011 dichiarano di avere limitazioni funzionali.

La maggior parte di esse riferisce di avere limitazioni gravi (52,7%), ovvero il massimo grado di difficoltà in almeno una delle funzioni della mobilità e della locomozione, della vita quotidiana (lavarsi, vestirsi, spogliarsi, mangiare ecc.) o della comunicazione (vedere, sentire, parlare).

Oltre la metà (51,5%) ha più di 75 anni tra le donne anziane è più alta, rispetto agli uomini della stessa età, la quota di quante sono colpite da limitazioni funzionali.

Le difficoltà nelle attività essenziali della vita quotidiana e quelle di tipo motorio sono predominanti.

Nella popolazione giovanile (11-34 anni) con limitazioni funzionali, si osserva una maggiore propensione a restare nella famiglia di origine (92,2%) rispetto al totale della popolazione giovanile (67,8%).

Considerando congiuntamente l'assistenza sanitaria domiciliare e gli aiuti per la vita quotidiana, emerge la presenza di una quota consistente di persone che non beneficia di questo tipo di sostegno (16,9%).

La presenza di limitazioni funzionali ha un forte impatto sull'esclusione dal mondo lavorativo: solo il 16% (circa 300 mila individui) delle persone con limitazioni funzionali di 15-74 anni lavora, contro il 49,9% del totale della popolazione. Il 72% degli occupati con limitazioni funzionali è di sesso maschile.

La quota di chi non è mai entrato nel mercato del lavoro è molto più elevata tra le persone con gravi limitazioni funzionali (il 18,5% contro l'8,8% tra chi ha limitazioni funzionali lievi).

Il 38,4% delle persone con limitazioni funzionali ha difficoltà ad accedere agli edifici per mancanza di supporti o assistenza, il 25,3% non riesce ad uscire di casa quando vorrebbe per motivi di salute ed il 14,1% è limitato nell'utilizzo del proprio veicolo per gli stessi motivi, con percentuali più elevate se le limitazioni sono gravi.

Il 45,8% delle persone di 15-87 anni con limitazioni funzionali (circa 1 milione e mezzo) ha difficoltà ad effettuare viaggi per vacanza a causa di problemi di salute. Per gli stessi problemi, circa un quarto del collettivo ha difficoltà nell'utilizzo di internet e nello svolgere attività nel tempo libero (rispettivamente 24,6% e 26,5%).


Per informazioni:
Integrazione dati e indagini speciali socio-sanitarie
Gabriella Sebastiani tel. 06 4673.7261 gasebast@istat.it


Lavoratori che hanno richiesto permessi per handicap grave (L 104/1992)



Periodo di riferimento
Anni 2006-2009
Pubblicato
mercoledì 5 dicembre 2012



fonte:http://www.istat.it/it/archivio/76451



La popolazione è costituita dai lavoratori dipendenti presso le imprese del registro Asia in possesso del certificato di handicap con connotazione di gravità, rilasciato dalla Commissione dell’Azienda sanitaria locale, che hanno richiesto nel corso dell'anno permessi o congedi per handicap previsti dalla Legge 104/92.

Il dataset rappresenta una base informativa integrata di tipo LEED (Linked Employer Employee Data) su questo sottoinsieme di lavoratori, ovvero ciascun lavoratore è caratterizzato anche in relazione all'impresa presso cui ha svolto l'attività lavorativa nel corso dell'anno. Contiene dati statistici frutto di elaborazioni effettuate utilizzando i microdati da fonte amministrativa e statistica del SIM dell'Istat (Sistema Integrato di Microdati).

Sfruttando la ricchezza informativa del sistema è stato possibile combinare dati di carattere demografico, sociale ed economico. Più nel dettaglio, per descrivere le caratteristiche demografiche del lavoratore con disabilità sono riportate la due variabili: età, sesso; per la sua occupazione: la tipologia di contratto, la qualifica professionale, il regime orario, e il luogo di lavoro (regione e ripartizione); le principali caratteristiche dell'impresa presso cui lavora sono: la forma giuridica, la classificazione dell'attività economica (Ateco) e la classe di addetti.

Il file contiene 15.857 lavoratori per l'anno 2006 (occupati in 7.013 imprese) e 33.633 lavoratori per l'anno 2009 (occupati in 12.969 imprese).


Disabili beneficiari di politiche del lavoro Periodo di riferimento Anno 2006
Pubblicato
mercoledì 5 dicembre 2012 fonte:http://www.istat.it/it/archivio/76482 La popolazione osservata è composta dai lavoratori dipendenti presso le imprese del registro Asia che nel corso dell'anno, in virtù della Legge n. 68 del 12 marzo 1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” e del Decreto Legislativo n. 276 del 10 settembre 2003 “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro” art. 14, beneficiano di uno sgravio dei contributi previdenziali ed assistenziali definito in base alla percentuale di riduzione della capacità lavorativa (a partire dal 45%).

Il dataset rappresenta una base informativa integrata di tipo LEED (Linked Employer Employee Data) su questo sottoinsieme di lavoratori, ovvero ciascun lavoratore è caratterizzato anche in relazione all'impresa presso cui ha svolto l'attività lavorativa nel corso dell'anno. Contiene dati statistici frutto di elaborazioni effettuate utilizzando i microdati da fonte amministrativa e statistica del SIM dell'Istat (Sistema Integrato di Microdati).

Sfruttando la ricchezza informativa del sistema è stato possibile combinare dati di carattere demografico, sociale ed economico. Più nel dettaglio, per descrivere le caratteristiche demografiche del lavoratore con disabilità sono riportate la due variabili: età, sesso; per la sua occupazione: la tipologia di contratto, la qualifica professionale, il regime orario, e il luogo di lavoro (regione e ripartizione); le principali caratteristiche dell'impresa presso cui lavora sono: la forma giuridica, la classificazione dell'attività economica (Ateco) e la classe di addetti.


Rapporto annuale 2012 – La situazione del Paese

Periodo di riferimento
Anno 2011 Pubblicato
giovedì 24 maggio 2012

fonte:http://www.istat.it/it/archivio/61203

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Interventi e servizi sociali dei comuni



Periodo di riferimento
Anno 2009
Pubblicato
giovedì 12 aprile 2012 fonte:http://www.istat.it/it/archivio/59169

Le tavole contengono i risultati dell’indagine sugli interventi e i servizi sociali forniti dai comuni nel 2009.


I dati presentati forniscono una panoramica sulle attività socio-assistenziali realizzate e gestite a livello locale dai comuni e dalle varie forme associative fra comuni limitrofi, con il dettaglio territoriale regionale. Le risorse impiegate e la numerosità degli utenti vengono illustrati inoltre a livello nazionale con riferimento al singolo tipo di servizio o intervento e per ciascuna area di utenza (famiglia e minori, disabili, dipendenze, anziani, immigrati e nomadi, povertà disagio adulti e senza fissa dimora, multiutenza). Alcuni approfondimenti sono dedicati ai servizi più diffusi e/o più rilevanti, sia per numerosità degli utenti e ammontare della spesa ad essi destinata, sia per l’utilità sociale e la valenza assistenziale di determinati servizi. Fra i dati raccolti e presentati a livello regionale nelle tavole vi è la provenienza dei finanziamenti utilizzati dai comuni per i servizi sociali offerti nel 2009.

Le informazioni relative agli asili nido e agli altri servizi socio-educativi per la prima infanzia sono oggetto di una rilevazione rapida, inserita nell’ambito della più generale rilevazione con l’obiettivo di fornire un quadro aggiornato e completo per tutte le regioni d’Italia dell’offerta pubblica di servizi per la prima infanzia (per bambini fra 0 e 36 mesi). I risultati dell’indagine rapida riferiti al 2009 sono stati diffusi sul sito dell’Istat il 18 luglio 2011, con la statistica in breve “L’offerta comunale di asili nido e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia – Anno scolastico 2009/2010“, anticipando la tempistica necessaria al rilascio dell’informazione complessiva sulle prestazioni sociali dei comuni.

Nota. Il 29 maggio 2013 le Tavole sono state sostituite a causa della revisione della metodologia di stima delle mancate risposte totali per l’anno 2010, che ha comportato la rettifica dei dati riferiti all’anno 2009.

Per informazioni
Servizio: Sanità, salute ed assistenza

Giulia Milan
tel. 06 4673.7372
milan@istat.it

Pietro Bracaglia
tel. 06 4673.7373
bracagli@istat.it


fonte:http://www.istat.it/it/archivio/56758Modifica

La rilevazioneModifica

Che cosa èModifica

La rilevazione sull’inclusione sociale delle persone con limitazioni funzionali in Italia è stata realizzata nell'ambito del progetto “Sistema di Informazione Statistica sulla Disabilità”, nato da una convenzione tra l'Istat e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e volto alla realizzazione di un sistema integrato di informazioni per il monitoraggio del fenomeno della disabilità in Italia. Il progetto nel suo complesso è finalizzato a fornire, mediante l'analisi dei bisogni, delle condizioni sociali e di salute della popolazione con disabilità, un supporto per le politiche e per la programmazione delle attività di assistenza, sostegno ed integrazione, nonché per il monitoraggio dello stato di attuazione della normativa sul territorio con particolare attenzione ai più recenti interventi legislativi.

In particolare, l'obiettivo principale della rilevazione è descrivere le condizioni di salute e i livelli di inclusione sociale degli intervistati nei diversi ambiti di vita (scuola, lavoro, rete di relazioni sociali, tempo libero, ecc.) e di valutare l'interazione tra condizioni di salute e fattori ambientali, che possono agire come barriere o facilitatori. Si fa riferimento a limitazioni alla mobilità, difficoltà di accesso a percorsi formativi o lavorativi, mancanza di adeguati sostegni per i bisogni assistenziali,ecc.

L'accento posto sull'inclusione sociale è in linea con gli obiettivi di intervento individuati con la Legge quadro sull'handicap 104/92 e con la prospettiva di studio che si apre con la nuova Classificazione internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (Icf) approvata dall'Oms nel 2001. La principale innovazione apportata dal nuovo strumento è infatti l'estensione del concetto di disabilità. La disabilità non è più definita solo come difficoltà od incapacità di svolgere determinate attività in conseguenza di una menomazione (secondo il modello concettuale proposto dalla International Classification of Impairments, Disability and Handicap – Icidh), ma concorrono a determinare una condizione di disabilità le restrizioni nella partecipazione alla vita collettiva e l'influenza dei fattori contestuali (servizi, barriere architettoniche, agevolazioni nell'accesso al lavoro, ecc.).

Chi la conduceModifica

Il Servizio Sanità salute ed assistenza in collaborazione con una società incaricata di effettuare le interviste telefoniche.

Chi viene intervistatoModifica

Gli individui del campione estratto.

Chi rispondeModifica

Nel caso in cui l'individuo da intervistare sia assente, non può rispondere un altro componente della famiglia, ma, in alternativa, può essere fissato un appuntamento telefonico entro l'arco di tempo previsto per la rilevazione; possono altresì essere fissati appuntamenti telefonici per continuare o completare l'intervista in caso di interruzione. L’intervista può essere rilasciata da un altro componente della famiglia in caso di minori, di persone assenti per tutto il periodo della rilevazione o di impossibilità a rilasciare l’intervista per motivi di salute.

Come vengono scelti gli individuiModifica

Si tratta degli individui dagli 11 agli 87 anni nel 2011 che, al momento dell'indagine "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari 2004-2005", hanno riferito che, anche con l'aiuto di ausili ed apparecchi sanitari, non erano in grado oppure avevano molta o qualche difficoltà a svolgere almeno una delle funzioni della mobilità e della locomozione, delle funzioni della vita quotidiana, vale a dire delle attività di cura della persona, delle funzioni della comunicazione (vedere, sentire, parlare).

Numerosità campionariaModifica

Un sottoinsieme di 4.104 individui tra 11 e 87 anni appartenenti al campione dell'indagine “Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari 2004-2005″ e che rappresenta una popolazione di quattro milioni 385 mila individui.

Lettera alla famigliaModifica

Agli individui da intervistare è stata inviata, prima dell'inizio della rilevazione, una lettera a firma dal Presidente dell'Istat di presentazione dell'indagine. Nella lettera è stato anche indicato il periodo e gli orari in cui la famiglia avrebbe ricevuto la telefonata da un incaricato dell'Istat.

Il numero verdeModifica

Nella lettera firmata dal Presidente dell’Istat è indicato un numero verde (gratuito) 800-637760, da chiamare per avere o per fornire qualsiasi tipo di informazione relativa all’indagine: per esempio, per comprendere il motivo per cui è stato estratto il proprio nominativo, per segnalare all’Istat informazioni circa la reperibilità della famiglia, eccetera. Il numero verde è stato attivo il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 15:30 alle ore 19:00.

Periodo di rilevazioneModifica

La prima indagine è stata realizzata nel periodo gennaio-marzo 2004, la seconda indagine è stata condotta nel periodo febbraio-aprile 2011.

Chi effettua l'intervistaModifica

Le informazioni sono raccolte tramite intervista telefonica da rilevatori incaricati dall’Istat.

Segreto statisticoModifica

L'Istat è tenuto per legge a rispettare il segreto statistico (D. Lgs.322/89). I dati raccolti in occasione di indagini possono essere utilizzati esclusivamente a fini statistici e non possono essere comunicati ad altre istituzioni o persone, se non elaborati e pubblicati sotto forma di tabelle e in modo tale che non sia possibile alcun riferimento individuale. Ai sensi della stessa normativa (art.7, comma 2) la persona intervistata potrà decidere se rispondere o meno ad alcuni quesiti di natura "sensibile" contenuti nelle varie sezioni del questionario. Ai sensi della legge che disciplina la tutela della privacy (D.Lgs.196/2003), titolare delle rilevazioni è I’Istat.

Chi usufruisce dei datiModifica

Istituzioni, Enti di ricerca Nazionali e Internazionali, l’ufficio di statistica delle Comunità europee (Eurostat), Università, studenti e tutti i cittadini che ne sono interessati

Titolarità dei datiModifica

Titolare del trattamento dei dati personali raccolti con la presente indagine è l'Istat – Istituto nazionale di statistica, Via Cesare Balbo, 16 – 00184 Roma; responsabile del trattamento è il Direttore centrale delle statistiche socio-demografiche e ambientale, al quale potrà rivolgersi anche per quanto riguarda l’esercizio dei Suoi diritti.

Per informazioni
Servizio
 Sanità, salute ed assistenza Gabriella Sebastiani
tel. 06 4673.7261
email gasebast@istat.it

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I presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari



Periodo di riferimento
31 dicembre 2009
Pubblicato
giovedì 9 febbraio 2012



fonte:http://www.istat.it/it/archivio/52959



Al 31 dicembre 2009 si rilevano in Italia 13.207 presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, per un'offerta complessiva di 429.220 posti letto (7,11 ogni 1.000 residenti).

Oltre il 70% dei posti letto si colloca in "unità di servizio" di tipo socio-sanitario ed è rivolto prevalentemente a ospitare anziani non autosufficienti, mentre la quota residua è destinata a servizi residenziali di tipo socio-assistenziale.

Le differenze territoriali sono notevoli: oltre la metà dei posti letto complessivamente rilevati si concentra nelle regioni del Nord, dove si registrano 10 posti letto ogni 1.000 residenti; al Sud la quota di offerta si riduce a 3 posti letto ogni 1.000 residenti.

Le regioni del Nord presentano la più alta concentrazione di servizi a carattere socio-sanitario, con 8 posti letto ogni 1.000 residenti, contro i 2 posti letto nelle regioni del Mezzogiorno.

Gli ospiti delle strutture residenziali ammontano complessivamente a 404.170, dei quali oltre 300 mila sono anziani con almeno 65 anni (il 74%), poco più di 80 mila sono adulti tra i 18 e i 64 anni (20%) e circa 23 mila sono minori con meno di 18 anni (6%).

Gli ospiti anziani hanno, nel 50% dei casi, un'età superiore agli 85 anni e sono prevalentemente in condizioni di non autosufficienza (75% del totale degli ospiti anziani).Tra le persone anziane la componente femminile risulta prevalente, costituendo più dei due terzi dell'intero collettivo.

Tra gli ospiti adulti (18-64 anni) prevalgono gli uomini (61,5%). La tipologia di disagio prevalente è legato alla disabilità o a patologie psichiatriche (circa il 69% degli ospiti).

Il 50% dei minori non presenta alcuna problematica specifica ma risulta allontanato dal nucleo familiare per problemi economici, incapacità educativa o problemi psico-fisici dei genitori. Il 17,5% ha una disabilità o problemi di salute mentale.

Tra i minori ospiti dei presidi circa un terzo è di cittadinanza straniera.

I minori dimessi nel corso del 2009 ammontano a 12.663; di questi il 37% è rientrato in famiglia di origine, il 25% è stato trasferito in altre strutture e soltanto il 12,1% è stato preso in affido o adottato da altra famiglia.

La titolarità delle strutture censite appartiene, nel 70% dei casi, a enti privati. In oltre i due terzi delle residenze sono gli stessi titolari a gestire direttamente il presidio, mentre per la residua quota di strutture la gestione viene affidata a terzi.

I titolari pubblici che non gestiscono direttamente le strutture si affidano più frequentemente ad altre istituzioni pubbliche nel Nord (63% dei casi), mentre nel Centro e nel Mezzogiorno affidano la gestione più spesso al settore privato (rispettivamente nel 47% e nel 78% dei casi).

Nel complesso la gestione delle strutture residenziali in Italia è affidata per il 60% dei casi al settore privato (il 40% al non profit, il 20% al privato for profit).

per informazioni:

Disabilità e integrazione sociale
Solipaca Alessandro
tel. 0646737581
solipaca@istat.it

   

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